IL RISTORANTE

Il Vecchio Molo Ristorante di Pesce

LOCATION

Da antico faro per i navigatori dell’adriatico a oasi romantica del gusto

Mangiare il pesce di fronte al mare: è il valore aggiunto, quella ciliegina sulla torta che rende l’esperienza gastronomica indimenticabile. Che il mare sia una distesa di velluto azzurro sotto il rovente sole agostano, o una tempesta di onde spumeggianti sotto i giorni della merla di gennaio, da Il Vecchio Molo potrete godervi lo spettacolo stando comodamente seduti nell’elegante gazebo esterno in legno, o nel locale interno rinnovato e reso ancora più accogliente.

Il Vecchio Molo è, infatti, proprio di fronte al porto turistico di San Foca di Melendugno, perla adriatica amata da sempre per la sua sabbia bianchissima, per il mare cristallino e per le rocce che formano sculture bizzarre in mezzo al mare.La struttura, che risale a circa 2 secoli fa, costituisce una delle più antiche costruzioni di quello che anticamente era un villaggio di pescatori: Il Vecchio Molo è ancora presente sulle carte nautiche, perché era la sede del faro della marina adriatica e per questo conserva tutt’ora il suo caratteristico colore rosso scuro sulle pareti esterne. Un punto di riferimento per i navigatori, che oggi ha assunto una nuova funzione, ugualmente importante: ristorare con eleganza e qualità.Rinnovato negli interni, Il Vecchio Molo propone un parquet color argilla, tavoli bianchi e all’accoglienza di sempre.

Adatto a tutti, il ristorante di pesce è particolarmente indicato per le fughe romantiche di coppia a lume di candela, seguite da una rilassante passeggiata sul lungomare di San Foca. Piccoli momenti d’amore suggellati da tanto buon pesce e da un ambiente friendly, ma discreto e sempre al servizio del cliente.

Ma Il Vecchio Molo è un’ottima sala anche per piccoli ricevimenti, compleanni, feste tra amici e in famiglia e per tutti quegli eventi che meritano una particolare attenzione.

Lo chef Davide Rollo, Sonia e tutto lo staff del Vecchio Molo sono a disposizione per qualunque esigenza e per far sentire a casa proprio tutti.

CHEF

Davide Rollo, ovvero lo chef compositore. Creare significa amare la propria terra

A nemmeno 30 anni è diventato uno degli chef più apprezzati in tutto il Salento e ora, dopo una lunga gavetta e tanto lavoro, ha coronato il suo sogno: riuscire a entrare nell’Accademia di Gualtiero Marchesi. Lui è Davide Rollo, chef master del ristorante Il Vecchio Molo, a San Foca.Quando si dice i casi della vita: il primo libro di cucina che Davide ha letto è stato proprio quello del fondatore della Nuova Cucina Italiana. A soli 17 anni, ha incominciato a lavorare come lavapiatti nel ristorante di famiglia, a 22 ha iniziato a creare i primi piatti, poi i secondi e, infine, da 5 anni è il cuore pulsante del Vecchio Molo.

Ora il cerchio si è chiuso, come a imprimere un nuovo corso a una vita interamente dedicata alla cucina e fatta di sudore, umiltà e tanta voglia di sperimentare: Davide, dopo l’esperienza con il maestro milanese, è pronto a innovare ancora di più il suo menu, nella certezza che le sue creazioni culinarie rappresentano l’amore per il territorio e il suo mare.

Chi lo conosce bene sa già che lo chef salentino è un vero e proprio cuoco compositore, definizione tanto cara proprio al maestro Marchesi: come nella musica, così nella cucina, il vero artista è chi concepisce il brano, non chi lo esegue, per quanto magistralmente lo possa fare.E Davide di creatività ne ha già dimostrata tanta: i suoi gnocchi di patate viola hanno fatto il giro dei palati nostrani e no, diffondendo la cultura del tubero Vitelotte, dalle molteplici proprietà nutritive e adatto anche ai celiaci.

Lavoro, lavoro, lavoro: Davide non si ferma mai, perché il suo motore interiore sono la passione per la sua terra, per il cibo di qualità e per Il Vecchio Molo, l’eredità più preziosa e impegnativa che gli abbia lasciato la madre. Gli affetti, si sa, sono quelle presenze che restano nel cuore anche quando fisicamente non ci sono più: quell’amore, quel rispetto per le tradizioni e per la sua terra sono l’etica di uno chef che parla di sé attraverso i suoi piatti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ristorante pieno, clienti che tornano e sold out 365 giorni all’anno.

Diventare uno chef come Carlo Cracco o Davide Oldani? No grazie, niente lustrini e paillettes: lui è “solo” Davide.

CUCINA

Pesce fresco, di qualità e per tutti. La vera difficoltà consiste nell’essere semplici

Gli amanti del pesce possono leccarsi i baffi: Il Vecchio Molo è un trionfo di tutte le delizie del mare nostrum, ma non solo. Dolci novità sono in arrivo.Pesce fresco e di qualità, sempre. È una precisa scelta, quella dello chef master, Davide Rollo, e si concretizza in un solo motto, ovvero cucina di qualità e per tutti. Perché non servono le stelle e le recensioni positive – che pure abbondano sul Vecchio Molo – sui portali del food più blasonati, se non sono i clienti a raccontare per primi l’esperienza gastronomica. E a volerla ripetere.

Quelli del Vecchio Molo non sono semplici pranzi e cene a base di pesce, ma viaggi alla scoperta del sapore verace della materia prima.Il menu del ristorante che si affaccia sull’Adriatico racconta di un’esperienza maturata nel tempo, di scelte ponderate e di una formazione continua, che vuole risalire all’essenza del gusto e alla conservazione delle proprietà organolettiche e della genuinità dei cibi al 100%.

Che vi sia un’influenza japan nella mano di Davide è innegabile: i suoi primi studi culinari hanno riguardato proprio la cucina giapponese. Ed ecco il tataki di tonno scottato su pietra e impanato nei pistacchi, o ancora, gli involtini di spigola con cottura a bassa temperatura per 6 ore. Nei crudi di mare, poi, spicca il taglio sashimi. «La vera difficoltà risiede nell’essere semplici», questo il mantra di Davide, che ha conquistato i palati con gli gnocchi viola, le orecchiette di grano arso con calamaretto spillo, fagiolo con l’occhio, pomodorino fiaschetto, crema di burrata e gambero viola crudo e con la sua mugnaia rivisitata.

Il nuovo menu riserva maggiore attenzione anche ai vegetariani: oltre al raviolo aperto, ripieno con crema di crostacei, ci sarà per esempio il tagliolino con olio alle nocciole su terra di nocciole e aria di limone e carbone di olive nere.

La vera novità, infine, sarà l’angolo panificazione e pasticceria, curato da Sonia, compagna di vita e di lavoro di Davide: non solo pane e taralli home made, ma anche dolci per vegani. E diamo un’anticipazione anche dei nuovi dessert per tutti, come il sufflè al passion fruit, la creme brulee al pistacchio, la bavarese alla ricotta e scaglie di cioccolato fondente. Per ottenere un menu tremendamente buono, ci vuole uno chef tremendamente creativo.